Tenuta Chiccheri Cuvée del Fondatore Montpré Brut 2010: la degustazione

All’ultima edizione del Challenge Euposia questo metodo classico veronese è risultato essere il migliore fra gli italiani interrompendo una sfilza di Champagne che si erano installati al vertice del concorso. Dalla valle d’Illasi, ultimo lembo della Valpolicella allargata ad un passo dalla denominazione Soave cui la separa soltanto una stradina di campagna, Tenuta Chiccheri sta emergendo come una delle realtà più interessanti della nouvelle vogue dell’enologia veronese che punta ai grandi rossi della tradizione scaligera, senza trascurare la passione per le bollicine di qualità del proprietario della Tenuta, l’industriale Giancarlo Ruffo. Da qui la sua volontà di mantenere un vecchio vigneto a pergola di chardonnay e di impiantare il pinot nero. Il terreno su cui nasce questo metodo classico è calcareo; i vigneti – 4mila ceppi/ettaro – sono a pergola per lo chardonnay mentre il pinot nero poggia sul guyot. Vendemmia manuale e almeno trenta mesi di affinamento sui lieviti. Il vigneto a chardonnay è quello “storico” della Tenuta, con trenta vendemmie sulle spalle.
Al naso sono immediate le note di glicine e fiori bianchi, pesca e mela al forno. Profumo di crema pasticcera e leggera tostatura. Il palato è molto coerente con l’olfatto: tornano le note fruttate che virano sul cedro candito e su un prezioso balsamico. Caldo, ampio, e di lunga persistenza; di grande freschezza e piacevolezza, molto invitante alla beva.

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