Amarone: una produttività tra le più alte in Italia con 24mila euro a ettaro, un giro d’affari da 600 milioni e 62 milioni di bottiglie nel 2017

Gran successo per la giornata inaugurale di Anteprima Amarone 50°, l’evento organizzato dal Consorzio per la Tutela dei Vini della Valpolicella in occasione di questi primi 50 anni di DOC.
Trattandosi della patria dell’Amarone, non poteva andare diversamente: una produttività tra le più alte in Italia con 24mila euro a ettaro, un giro d’affari che supera i 600 milioni di euro, 62 milioni di bottiglie solo nel 2017. Sono questi i numeri del successo della Valpolicella.
“Nonostante le sue piccole dimensioni, la Valpolicella è fondamentale per l’economia veronese” afferma orgoglioso Andrea Sartori, presidente del Consorzio “Tra le 1.636 aziende produttrici socie oltre la metà ha dimensioni sotto i 2 ettari mentre solo il 7,5% va oltre i 100.000 metri quadrati; a fronte di ciò, la produzione lorda vendibile è altissima, con le uve a 23-24mila euro per ettaro, così come il valore aggiunto che in diversi casi supera il 30%. Il valore fondiario in diverse aree può arrivare anche a 450 mila euro”.
Quella della Valpolicella è un’incredibile storia di successo: le produzioni di queste colline veronesi sono infatti l’esempio vincente di come una realtà medio-piccola possa farsi portavoce dell’eccellenza italiana nel mondo. Secondo le elaborazioni (base Inps) realizzate dal Consorzio su un campione significativo delle 2.300 aziende vinicole del territorio, la spesa media aziendale per le retribuzioni dei propri addetti è di circa 100mila euro per azienda, in un’area che da sempre fa dell’integrazione il proprio punto di forza, con 460 lavoratori extracomunitari, 1030 provenienti da Paesi Ue e circa 1080 italiani, con una media di 1.250 giornate lavoro per azienda tra addetti stagionali e a tempo indeterminato. “Il Consorzio vanta una rappresentatività pari all’80% della produzione dove un numero importante di imprese è per lo più di piccole e medie dimensioni, distribuite in un mega-vigneto di 8mila ettari” spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio “La dimensione contenuta delle imprese non impedisce di esportare 8 bottiglie su 10, grazie anche alle attività di promozione e internazionalizzazione organizzate dal Consorzio, molto partecipate anche dai più piccoli: nel 30% dei casi le imprese presenti non superano infatti la produzione di 20mila bottiglie”.
“Anche se è una piccola città, Verona è una capitale internazionale e questo anche grazie all’Amarone, conosciuto in tutto il mondo: ormai è un brand consolidato che rappresenta l’intera città” non esita ad affermare il Sindaco di Verona Federico Sboarina durante il saluto istituzionale “un ringraziamento particolare va ai produttori, che hanno avuto la lungimiranza di capire l’importanza della tutela. L’imprenditoria veneta ha saputo investire e trasformare il prodotto in eccellenza facendo crescere l’intera città: è nostro dovere sfruttare questo brand, collegandolo al turismo e alla cultura. Bisogna lavorare insieme in modo che questi primi 50 anni siano una tappa e non una meta”. Secondo i dati del Consorzio, infatti, l’indotto generato dai servizi e dal turismo è cresciuto dal 2009 al 2016 del 54%, il doppio rispetto all’incremento regionale nello stesso periodo.

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