Monte del Frà, Custoza Superiore DOC Sexaginta 2015: la degustazione

Monte del Frà è una delle Cantine veronesi dalla maggior estensione di vigneti fra la Valpolicella Classica e la zona del Custoza e, soprattutto, è una delle poche maison scaligere a poter mostrare un “Tre Bicchieri”  col Cà Del Magro, il Custoza Superiore – un cru, un vecchio vigneto di quarant’anni di onorato servizio – bandiera della cantina. Cresciuta fortemente negli ultimi anni, quest’anno festeggia i suoi sessant’anni dalla fondazione – 1958 -: un percorso invidiabile, fatto di tanto lavoro di due fratelli che poi hanno progressivamente allargato le responsabilità alla seconda generazione. Sexaginta è il Custoza Superiore pensato per ricordare l’anniversario e mostrare lo stato dell’arte raggiunto in cantina. L’uvaggio è Garganega, 15%; Trebbiano toscano, 20%; Cortese, 10% ; Incrocio Manzoni 6013, 15% ; Pinot Bianco e Riesling Renano a chiudere. Il blend vuole raccontare anche la filosofia della famiglia Bonomo e la sua passione per i vitigni che sono anche la storia della vitivinicoltura veronese, scelti nelle percentuali ideali per far  emergere le loro singole caratteristiche: dell’uva garganega si coglie la delicatezza della frutta secca tostata, le lievi note terpeniche e l’agrumato di pompelmo. Della Cortese il fiore di gelsomino e il fruttato esotico. Infine, dell’incrocio Manzoni 6013, la sapidità, la freschezza, il lieve balsamico e la prestante struttura.  Il vigneto è a Custoza, piccola frazione del comune di Sommacampagna situata a sud est del lago di Garda.  Le colline si trovano a 100/150 s.l.m, di origine morenica con terreno calcareo, argilloso, ghiaioso. Il mosto delle diverse varietà di uva – raccolte separatamente nella loro epoca ideale di maturazione -dopo la decantazione statica viene fermentato in barriques e tonneaux di rovere e acacia. Tutto il processo di fermentazione alcolica e il successivo affinamento, per oltre 12 mesi, è avvenuto sulle fecce fini ed i regolari “batonnage” hanno favorito l’intensificazione aromatica e gustativa. Successivamente la separazione dalle fecce e il successivo assemblaggio in serbatoio inox a 12°C di temperatura, ha armonizzato la carica sensoriale delle uve. Nella primavera del secondo anno dopo la vendemmia, il vino è stato posto in bottiglia, dove, per altri 6 mesi, si è atteso il completamento della sua elevazione, anche qui, a dimostrazione del potenziale di evoluzione nel tempo del Custoza.  Nel bicchiere è oro intenso; olfatto esplosivo ed avvolgente, con profumi di favo di miele, bergamotto, alloro e nespole. Palato coerente, dove ritornano le sensazioni agrumate; asciutto e vivace, con note speziate e minerali in chiusura.

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