Montonale, ecco i “rossi”: la degustazione

Di Montonale – giovane maison della Lugana, premiata quale produttrice del miglior vino bianco al mondo dal magazine Decanter – abbiamo già raccontato il 12 aprile scorso. Oggi parliamo dei suoi tre vini da uve a bacca rossa che racchiudono, da un lato, la tradizione dei rosati del lago di Garda, dall’altro la passione di famiglia che è iniziata proprio con un singolo vigneto coltivato a Merlot e Cabernet sauvignon. A fianco di queste cultivar, in vigneti diversi, trovano spazio anche l’autoctono Groppello affiancato da Marzemino, Barbera e Sangiovese. Accompagnati dall’enologo di Montonale – Roberto Girelli che coi fratelli Valentino e Claudio è anche proprietario della winery – “The Italian Wine Journal” ha provato le nuove annate dei suoi vini rossi, partendo dal Chiaretto icona del territorio gardesano e del suo soavoir-faire enologico.

Rosa di Notte 2017
Chiaretto Garda Classico DOC
L’uvaggio è quello tradizionale, basato sui quattro vitigni – Groppello, Marzemino, Barbera e Sangiovese – simbolo della denominazione. Le uve provengono tutte dal vigneto La Madonnina, 3,5 ettari in prossimità del lago, il più prossimo alla gronda benacense dei 25 ettari complessivi della maison, e beneficia anche nei mesi più torridi dell’estate del regime dei venti freschi da settentrione. Una freschezza che si ritrova nel bicchiere – di un bel rosa vibrante – grazie ad una spalla acida importante che premia la complessità di questo vino che sin dal primo esame olfattivo si dimostra ricco di sorprese. Bei profumi floreali, fragole di campo e ciliegia, un finale di erbe officinali. Il palato è armonico, ma non ruffiano. Tornano con forza le note fruttate che si chiudono con un leggero speziato. Un vino brillante, prodotto in appena 10mila bottiglie. Quindi, chi prima arriva in cantina meglio “alloggia”…

La Venga
Benaco Bresciano IGT Rosso 2016
A Roberto Girelli la richiesta dei ristoratori locali è stata chiara: dacci un vino rosso che sia importante, ma che sappia stare a tavola anche a luglio ed agosto, capace di abbinarsi alla cucina del lago. La Venga, altro single-vineyard, vede il blend fra Marzemino (al 60%) e Barbera. Matura 8 mesi in vasche d’acciaio e 6-8 mesi in bottiglia. Un vino rosso da bere fresco, non a temperatura ambiente (che a bordo lago può voler dire facilmente bersi uno sciroppo alcolico caldo quasi come una zuppa a più di 30 gradi), anch’esso – al pari della Rosa di Notte, molto ricco in profumi. Già nel bicchiere si presenta molto bene, con un colore pieno, con profumi molto marcati di marasca, fiori rossi, prugna e rabarbaro. Il palato è altrettanto intenso, con note più silvestri e medicinali e un finale di piccoli frutti di bosco e pepe. Di grande bevibilità. Col grande vantaggio di non dover essere “dimenticato” in cantina nei mesi più torridi dell’anno.

La Conta
Vino Rosso 2015 (senza denominazione)
La Conta è il vigneto primogenio di Montonale, acquisito dal bisnonno Francesco Girelli agli inizi del Novecento. 2 ettari e mezzo, un cru ai margini dell’abitato omonimo rivolto a mezzogiorno. L’altura dove si trova è di origine morenica e il suolo, molto drenante, vede una grande presenza di ciottoli e sassi che trattengono il calore diurno favorendo la completa maturazione dei grappoli. Un grande taglio bordolese che potrebbe essere spedito a Bordeaux e messo, alla cieca, in una delle tante anteprime della denominazione girondina. I risultati farebbero impallidire più di un “cugino”…entusiasmo giustificato dalla croccantezza di questo vino, dalla ricchezza della trama, dalla profondità dei suoi profumi e dalla nettezza dei suoi sapori: tutto quello che volete da un grande Bordeaux lo trovate in questo vino. Malolattica svolta, dodici mesi di tonneaux francesi e diciotto mesi in bottiglia prima di andare sul mercato. Anche qui, pochissime bottiglie purtroppo, 4mila, con un eccezionale rapporto qualità/prezzo. Ah, les Italianes…

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