La vendemmia 2018 di Mauro Veglio, la prima dopo la fusione delle aziende di famiglia

Ad un anno dalla fusione delle loro aziende, Mauro ed Alessandro Veglio raccontano la loro prima vendemmia insieme. Una vendemmia che ha consolidato l’unione tra zio e nipote grazie ad una visione comune che vede nel vigneto il vero e proprio sancta sanctorum del lavoro di vignaioli.  «A raccolta conclusa e fermentazione svolta possiamo certamente dirci soddisfatti di questa annata che ha premiato un grande lavoro in vigneto sia per quantità che per qualità delle uve – dichiara Alessandro Veglio, nipote di Mauro e Daniela e futura guida dell’azienda – Vendemmie come la 2018 ci ricordano che nel nostro lavoro è spesso necessario estraniarsi da quelli che sono i tempi dell’uomo e rispettare ed adattarsi ai tempi della vigna. Sebbene le giornate calde ed asciutte che hanno preceduto la vendemmia ci abbiano permesso di raccogliere uve sane e mature con le giuste tempistiche, abbiamo dovuto affrontare un inverno e una primavera decisamente piovosi. Tendenza che è proseguita anche nella prima parte dell’estate.

Questa tipologia di andamento climatico rappresenta una vera e propria sfida per il viticoltore che deve fronteggiare tempestivamente sia la gestione del verde che il potenziale sviluppo di malattie crittogamiche. In queste circostanze non esistono né orari di lavoro canonici, né weekend, né giorni di riposo. E continua:”Nel momento in cui la vite inizia il suo sviluppo vegetativo per noi diventa imperativo adattarci alle sue tempistiche e necessità. Solo così possiamo ottenere anno dopo anno, vendemmia dopo vendemmia, prodotti che rispondano alla nostra filosofia aziendale: volta alla ricerca della qualità in ogni fase di produzione»

«Crediamo in una viticultura semplice e rispettosa dell’ambiente e della vite – proseguono Mauro e Daniela VeglioÈ questo il primo e più importante passo per avere qualità in ogni fase di produzione del vino. Affrontare questa vendemmia insieme ad Alessandro è stata un’ulteriore conferma della nostra visione comune. Il rispetto per la natura, per la vite e per il nostro territorio, la ricerca di un equilibrio tra uomo e ambiente: sono questi gli elementi fondamentali che guidano ogni nostra pratica agricola. Sono ormai più di 10 anni che abbiamo rimpiazzato i prodotti sistemici per un approccio volto alla sostenibilità.

Per i trattamenti prediligiamo l’uso di zolfo e rame, elementi tradizionali non tossici per l’uomo e per l’ambiente. I pesticidi chimici sono stati sostituti con l’uso di feromoni che confondono sessualmente gli insetti nocivi e ne limitano soltanto la riproduzione, mantenendo intatta la catena alimentare dei naturali predatori. Al diserbo preferiamo l’inerbimento che ci permette di limitare l’erosione e favorisce il ritorno di insetti benigni che contribuiscono alla vitalità dell’ecosistema e alla diffusione dei lieviti autoctoni sulle bucce degli acini. Il medesimo approccio volto alla sostenibilità si sviluppa anche all’interno delle mura della cantina. Ad esempio per il suo ampliamento abbiamo realizzato una nuova ala completamente interrata con pareti a pali franchi. In questo modo l’acqua che sgorga dal terreno ci garantisce naturalmente un ambiente fresco e umido senza il bisogno di climatizzazione artificiale. Crediamo infatti che questo nostro equilibrio con l’ambiente in cui viviamo e lavoriamo si rifletta anche sui vini che produciamo. Dall’annata 2018 ci aspettiamo infatti vini caratterizzati da grande finezza e intensità aromatica capaci di bilanciare potenza e struttura con eleganza e piacevolezza». 

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