Jako Wine Pas dosè 2015 metodo classico: la degustazione

E’ nell’amicizia che nasce il vino. “Jako Wine trae origine dall’incontro tra un enologo di rara sapienza ed un esperto instancabile ambasciatore del vino. Passione, amore, coraggio: ecco i semi per dar vita ad una grande famiglia di vini. Il progetto Jako Wine nasce nel 2015, dalla produzione

di uno spumante metodo classico, condiviso agli inizi esclusivamente per gli amici: poche bottiglie degustate in compagnia durante le occasioni di incontro e di festa. A quel tempo non avevamo ancora il progetto di vendere un prodotto così prezioso e vicino al nostro cuore.” Racconta l’imprenditore di lungo corso Luca Berti, Ceo e founder di Jakowine.

La pienezza di questo vino evoca perfino il gesto della sua pigiatura, sotto un sole autunnale. Dorato splendore e sfumature di grano. Candide gocce di ambrata rugiada al colore si mescolano con riflessi giallo-paglierino dorati. Al naso un fresco bouquet espande note di fiori bianchi e frutti a pasta bianca. Equilibrato, cremoso e fruttato al palato a tal punto da invitarti a bere ancora. Il suo sapore pieno e avvolgente, bene si lega alla texture, di un perlage fine e persistente. Cinque ettari di terreno vitato di tipo morenico, situato a sud del Lago di Garda con esposizione Nord/Sud, con un sistema di allevamento a Guyot, evidenziano l’ottimale, dato dalla densità d’impianto di 3500/4000 per ettaro. Talvolta si interviene con potatura estiva se necessario. Un vino – il blend vede chardonnay al 60% e garganega – prima che uno spumante, che si fa bolla leggiadra e carezzevole. Nato grazie alla collaborazione con il guru Severino Barzan, una delle personalità più conosciute nel mondo del vino e dello sparkling in particolare. Basti pensare solo ad alcune delle onorificenze di cui è insignito: la “Revue du vin de France” l’ha nominato “Uomo dell’Anno” unico italiano nel 1998; è citato tra le  personalità enologiche dalla Bacchus Society of America; ha vinto il “Best Award of Excellence”, massimo riconoscimento della notissima rivista Wine Spectator nonché l’American Chamber of Commerce wine excellence award. Sono tesori enologici in tutta Italia e all’estero che diventeranno i vini dell’esclusiva “Collezione Severino” la sua griffe d’eccellenze.

“La ricerca condotta dal nostro wine maker e dal nostro agronomo ha portato a identificare i migliori terroir. Dalla preparazione del terreno alla gestione del vitigno, tutto è gestito con una logica di perfezione maniacale. Anche la raccolta (rigorosamente a mano) e la vinificazione seguono logiche dettate dai nostri esperti. Il risultato finale è un prodotto di grande qualità. La preparazione e la scelta del Cru esigono una specializzazione aziendale che determina l’impronta del vino. E’ guida per la nostra migliore produzione. Ogni fase del processo successivo prevede la conservazione dei vini in ambienti rigorosamente climatizzati. Il loro trasporto è compiuto in temperatura controllata in modo tale da mantenerne aromi e qualità. Non solo la geografia o il metodo di produzione, ma la costante dedizione assicurano sempre la migliore qualità alle 4000 bottiglie prodotte nell’espressione 2015” dice Berti.

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