Challenge Euposia: la prima volta di Borgogna, Alsazia e Valle Camonica sul tetto del mondo. Da Paul Chollet a Cantina di Soave: ecco tutti i vincitori della 12.ma edizione

La prima volta della Borgogna e dell’Alsazia: due delle più belle regioni vinicole del mondo portano in Francia l’edizione 2019 del Challenge internazionale Euposia: Paul Chollet, maison di Savigny-lès-Beaune, è il nuovo “campione del mondo” affiancato dall’alsaziano Eric Rominger, grand-cru di Westhalten, che si pone sul tetto del mondo nella speciale classifica dei Metodo classici provenienti da coltivazioni biologica. A confermare, invece, la leadership italiana negli spumanti realizzati con uve autoctone è quest’anno Alex Belingheri, coi suoi vigneti eroici della Val Camonica, che ha visto premiato il lungo lavoro di sperimentazione del suo Nautilus affinato nelle acque del Lago d’Iseo.

Quanto ai Rosé, l’edizione 2019 del nostro Challenge – che per la prima volta è uscito dai confini scaligeri per trovare ospitalità a Orvieto, grazie al suo Consorzio di tutela – ha confermato l’assoluta eccellenza della più antica cantina del Regno Unito: Camel Valley, iconica maison lungo l’omonimo fiume in Cornovaglia, ha visto premiato il suo Brut Rosé, quest’anno col millesimo 2016: le bollicine della Regina Elisabetta hanno conquistato anche i trenta giurati del nostro  concorso provenienti da cinque Paesi (Cina, Giappone, Regno Unito, Svezia e Italia) guidati da Riccardo Cotarella, presidente mondiale degli enologi, col supporto di Severino Barzan, del Grand Jury Européen, e dell’enologo . 

Ad affiancare sul podio Camel Valley, due Metodo classico italiani, provenienti dal nord e dal sud: Cantina sociale di Trento, col suo Trentodoc da coltivazione sostenibile, e Dragone, da Matera, che ha conquistato il premio per miglior Rosé da vitigno autoctoni. Complessivamente sono stati assegnati, Rosé inclusi, 28 riconoscimenti ufficiali, poco oltre il 20% dei vini messi in gara

La gara.

La competizione si è svolta come da regolamento. Tutti i giurati – complessivamente nelle tre sessioni di degustazione si sono alternati ventitre giurati per poco meno di 2mila 900 giudizi assegnati – hanno degustato alla cieca tutti i vini; rispetto alle precedenti edizioni, il presidente Riccardo Cotarella ha inserito anche delle sessioni di discussione, post assegnazione del voto, così da valutare i differenti approcci da parte delle diverse “scuole” presenti: enologi, giornalisti, sommelier, professionisti del mondo del vino non enologi, italiani, non italiani. La competizione ha confermato la forza della tradizione francese – ben nove vini nei dieci primi classificati – e la vitalità della produzione italiana che fa forza proprio sul grandissimo patrimonio ampelografico nazionale: tantissimi i vitigni autoctoni, enormi le differenze di clima e suolo, ma una grande tensione alla crescita qualitativa. Basti pensare che, fra il primo assoluto, ed il primo degli Italiani (Alex Belingheri, campione del mondo per gli autoctoni) non c’è nemmeno un punto percentuale di differenza, ma soltanto 72 centesimi.

«Con entusiasmo ho aderito alla proposta del “Challenge internazionale Euposia” di presiedere una giuria così prestigiosa e di alto valore professionale» dichiara Riccardo Cotarella, che continua: «Penso che sia un’ottima occasione per promuovere l’eccellenza e il prestigio di uno dei fiori all’occhiello dell’enologia italiana e di tutto il mondo, il vino elaborato con il metodo della rifermentazione in bottiglia. Grazie alla collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Doc, Orvieto è stata la sede del 12° Concorso. Fuori concorso, in una masterclass riservata abbiamo degustato e sottoposto a giudizio gli Orvieto Classico 2018 dei soci del Consorzio».

I migliori italiani.

Gli spumanti Italiani non hanno sfigurato nella competizione. Anche in questo caso, nemmeno un punto percentuale separa il campione del mondo dal miglior Metodo classico italiano: l’Equipe 5 millesimo 2014 di Cantina di Soave. Lo spumante creato da cinque fra i più innovativi enologi trentini negli Anni Sessanta che già nel 2010 aveva conquistato il titolo di “miglior metodo classico del Veneto”.

Alle sue spalle, Decugnano dei Barbi che viene premiato in quanto miglior metodo classico italiano non proveniente da una denominazione, ma dichiarato semplicemente VSQ: volevamo infatti riconoscere ufficialmente chi si impegna nella spumantistica sebbene non in terroir tradizionalmente vocati a questa tipologia produttiva, una sfida nella sfida. Cantina d’Isera, I Barisei, Fongaro, Valle delle Versa e Lorenz Martini si pongono invece al vertice delle classifiche delle rispettive denominazioni: Trentodoc, Franciacorta, Lessini Diìurello, Oltrepò Pavese e Alto Adige.

Metodo identico anche per i Rosati: l’Alta Langa di Antonio Colombo è il miglior Italiano seguito da Terra dei Re come VSQ e da Kettmeir, Cesarini Sforza, Rebollini e Cavicchioli come migliori fra, rispettivamente, Alto Adige DOC, Trentodoc, Oltrepò Pavese e Lambruschi.

I premi speciali.

Il Premio Severino Barzan “vielles vignes” che va a premiare la storicità delle produzioni è stato attribuito a Villa Rinaldi, maison veronese, che ha fatto dell’eccellenza il suo tratto distintivo, mentre il Premio Peugeot-PSA riservato alle realtà che più si impegnano per la sostenibilità ambientale va quest’anno all’Associazione dei vignaioli del Regno Unito proprio per la generale attenzione all’ambiente ed al paesaggio che sta caratterizzando questi produttori impegnati anche nella salvaguardia di tenute e dimore storiche.

Questo l’elenco completo dei vincitori 2019:

BIANCHI

Campione del mondo: Paul Chollet, Cremant de Bourgogne, FRA

Campione del Mondo BioEric Rominger, Cremant d’Alsace, FRA

Campione del Mondo autoctono: Alex Belingheri, ITA

Miglior SW Francia: Champagne Gardet

Miglior SW Italia: Cantina di Soave, Equipe 5

Miglior SW Italia VSQ: Decugnano dei Barbi

Miglior SW Europa: Miroglio, Bulgaria

Miglior SW Americhe: Malma, Argentina

Miglior SW UK: Poulton Hill

Miglior Franciacorta: I Barisei

Miglior Trentodoc: Cantina d’Isera

Miglior Alto-Adige: Lorenz Martini

Miglior Lessini Durello: Fongaro

Miglior Oltrepò: La Versa

ROSE’

Campione del Mondo: Camel Valley, UK

Campione del Mondo autoctono: Dragone, ITA

Campione del Mondo lotta integrata: Cantina Trento, ITA

Miglior SW Rosé Francia: Champagne Perrier Jouet

Miglior SW Rosé Italia: Colombo Antonio (Alta Langa)

Miglior SW Rosé UK: Sharpham

Miglior SW Oltrepò Cruasé: Rebollini

Miglior SW Rosé Ita VSQ: Terra dei Re

Miglior Trentodoc: Cesarini Sforza

Miglior Alto-Adige: Kettmeir

Miglior Lambrusco: Cavicchioli-Rosé del Cristo

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