Giusti Wine: dai tagli bordolesi alla Recantina in purezza, la nuova vita dei “rossi” del Montello

Prima dell’era Prosecco, la Marca trevigiana era produttrice più di vini rossi che di bianchi e numerosi erano i vitigni autoctoni utilizzati dai contadini e dai produttori locali. L’arrivo delle varietà bordolesi – merlot, carmenere (assai spesso indicato come cabernet franc) e cabernet sauvignon – ha cambiato il quadro ampelografico della provincia trevigiana: un arrivo sulle spalle dei lavoratori stagionali, di ritorno dalle vendemmie in Francia, ed anche sulla punta delle baionette di Napoleone che dopo la caduta di Venezia da queste parti governò per pochi, ma comunque intensi, anni scassando quello che già funzionava di suo.

Fra le varietà che nell’Ottocento hanno rischiato di sparire c’è la Recantina, finita dimenticata in pochi vigneti periferici sulle colline asolane e poi riscoperta come marcatore dell’identità profonda del territorio; dopo le prime sperimentazioni, una decina d’anni fa, il ritorno in auge con l’impianto di  nuovi vigneti soprattutto sul Montello. Leader nella superficie vitata e nella produzione di uve recantina è Giusti Wine, Nervesa della Battaglia, guidata da Ermenegildo Giusti con enologo Mirco Pozzobon, che ha scommesso fortemente sui rossi. Immediatamente sotto all’Umberto I° – il top di gamma che nasce nel cru Abazia, taglio bordolese classico – una linea di tre rossi ci permette di scoprire l’impatto della Recantina nel rendere unici questi vini. Partiamo dal taglio bordolese classico, vi aggiungiamo nel blend un’aliquota di autoctono e, infine, testiamo la Recantina in purezza.

Questa la degustazione.

Massimo, Rosso Veneto IGT

Allora, per chi scrive questo è uno dei migliori bordolesi italiani in assoluto. Perfettamente bilanciato, potente ed elegante, gradevolissimo alla beva. Praticamente perfetto, realizzato con – evidentemente – una estrema attenzione ed un uso chirurgico del legno. In degustazione cieca è capace di battere più d’uno Chateau di Bordeaux e non è una esagerazione. Tutte le uve provengono da vigneti di proprietà; vinificazione separata (prima il Merlot che viene vendemmiato una decina di giorni prima del Cabernet sauvignon) in acciaio con una dozzina di giorni di macerazione delle bucce sul mosto. Segue l’affinamento di 12/14 mesi in barrique di secondo e terzo passaggio; malolattica svolta.  Al bicchiere è cupo e profondo; i profumi sono potenti e si sviluppano con forza. Frutta rossa matura, more e bacche di sottobosco, cuoio e prugna, tabacco e thè nero. Il palato si conferma altrettanto importante: ottima la freschezza che mantiene questo bordolese vibrante. Al contempo è ampio e rotondo, pieno, ricco di sfumature, materico senza asciugare il palato. Torna la frutta rossa matura, la prugna e il rabarbaro, spezie e thè.  Ricco ed appagante. Davvero, al top in Italia.

In degustazione: 99/100

Antonio, Rosso Veneto IGT

Al tipico taglio bordolese – Cabernet Sauvignon, Cabernet franc e  Merlot – è stata aggiunta una nota di territorialità data, appunto, dalla Recantina. Le uve provengono da una delle tenute di colline che compongono il mosaico Giusti – Aria Valentina – sul bordo orientale del Montallo che degrada sul Piave; non a caso si trova a metà strada fra l’Abbazia di Sant’Eustachio e l’Ossario di Nervesa che raccoglie i resti di diverse migliaia di “ragazzi del ‘99” che qui vinsero la Prima guerra mondiale. Un vigneto – sette ettari in tutto – che fu il primo a produrre un vino capace di vincere un concorso internazionale, a Parigi, agli inizi del Novecento. Questa tenuta è una delle due dedicate alla coltivazione della Recantina.  Anche in questo caso, le uve vengono vinificate separatamente; il contatto buccia-mosto dura  almeno due settimane. Affinamento nelle barrique di 3°4° passaggio che hanno precedentemente ospitato l’Umberto I° per poco più di un anno. Malolattica svolta.  L’apporto della Recantina aumenta la freschezza di questo vino, le note fruttate diventano leggermente meno rotonde, con profumi ancora più netti con frutti di bosco e more. Grande bevibilità, di grande equilibrio ed eleganza. Finale lungo di frutta e spezie.

In degustazione: 93/100

Augusto, Recantina DOC Montello-Colli Asolani

Ed eccoci finalmente alla Recantina in purezza con le uve provenienti da un vigneto – Emily – di collina.  Il terreno è quello del Montello argilloso e ricco in ferro. Nulla cambia nel processo di vinificazione, con 15 giorni di macerazione delle bucce. L’affinamento in legno cambia: qui si è optato per le botti di rovere di Slavonia. Anche in questo la malolattica è svolta, ideale per smussare il carattere certamente rustico della Recantina.

Nel bicchiere il colore è rubino, meno scuro e profondo rispetto ai bordolesi. I profumi arrivano immediati al naso: vinoso con prugna, frutta rossa e marasca, note floreali di ciclamino e viola, con sentori più silvestri di sottobosco. Il palato è vibrante, con una bella spalla acida, tornano le note di frutta rossa con note di spezie e pepe sul finale. Un vitigno rustico ingentilito da un grande lavoro in cantina.

In degustazione: 94/100

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