Tenute Iacovazzo, Nettare d’Uva IGP Aleatico in purezza 2016: la degustazione

Dalla Basilicata, dai tenimenti materani, arriva un altro splendido vino poco noto. L’Aleatico in purezza Nettare d’Uva che la famiglia Iacovazzo coltiva in Contrada Saldone, a pochi chilometri dalla costa Jonica del Metapontino, meglio conosciuta come “La piccola California del Sud” per le sue pregiate produzioni agricole. A maturazione ultimata, le uve vengono vinificate con nuovi metodi e nuove tecnologie di vinificazione, rispettando gli insegnamenti tramandati sin dal 1897, dal trisavolo Vitantonio. In questo meraviglioso territorio, ricco di storia e tradizione, i vigneti si impregnano dei più raffinati sapori e intensi profumi, dando vita a vini di notevole pregio.

L’Aleatico è un’uva semiaromatica derivante probabilmente da una mutazione di un Moscato a bacca nera, di cui ricorda il sapore. La sua capacità di assimilare gli zuccheri, unita all’originale aromaticità, lo rende ideale per la produzione di vini dolci. Dà vini di qualità sia secchi che dolci. Bella e raffinata questa versione che propongono Giuseppe e Carlo, «da sempre proponiamo i vini della tradizione, quindi a partire dal Primitivo, ai bianchi classici, ai moscati, con grande attenzione per i particolari ed una grande passione nel fare perché riteniamo che il vino possa essere un valido motivo per accompagnare la scoperta di un territorio affascinante e ricchissimo di interesse, con i colori delle sue albe e dei suoi tramonti, che sono anche esposti nelle nostre etichette – racconta Carlo – una vita di trepidazione ed attesa, la nostra, dall’apertura dei campi sino alla vendemmia ed all’incontro con l’ospite nel bicchiere».

Una degustazione che non mancherà di affascinare chi ancora cerca novità, ben equilibrate e presentate dalla maestria dell’enologo Fabio Mecca: «Ho scelto di produrre questo aleatico in purezza perché ritengo che la Basilicata ancora molto abbia da esprimere. Un antico vitigno di origine probabilmente greca che da piccole quantità riesce a creare emozioni».

Vendemmia a novembre, poi acciaio e vetro. Di qui nascono timbri aromatici e secchi, di grande pasticceria , note floreali e fresche , crostata d’albicocca e un po’ di spezie, pepe rosso naturale grazie ai tannini particolari di quest’uva. Al palato si presenta fresco e di ottima beva, una buona struttura grazie ai 13,5 gradi alcol, soavemente elegante ma mai stucchevole. Rosa canina e marasca si espandono dopo qualche secondo di attesa. Il vetro sottile del bicchiere, appena rinfrescato, fa la differenza. Complimenti.

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