Da Livio Parisi , Osteria al pescatore di Brenzone, riparte la cucina che ha reso famoso nel mondo il lago di Garda.

(di Carlo Rossi) Prime domeniche di ripartenza e prima tappa per vedere le attese della ristorazione di qualità. Siamo sul Lago di Garda, da Livio Parisi, dell’Osteria al Pescatore di Brenzone, sponda veronese. Ottimo ristorante con pochi posti, molto intimo. Da tempo organizzato sulla linea delle prenotazioni “caldamente consigliate” e che in menù offre solo il pescato del giorno, a garanzia di freschezza e qualità.

Livio ci accoglie, nel vero senso della parola: offre amicizia, cortesia e professionalità, oltre a un buon prosecco di benvenuto. Non c’è menù, né lista dei vini, è un’esperienza così, ti devi fidare. E ne vale la pena, sia per le pietanze, curatissime che per le bevande, ben abbinate. Pesce di lago, deve piacere: cavedano, persico, tinca, salmerino, con un’unica eccezione sulle sarde quasi “in saor” con le trenette, pinoli e uvetta.
Che altro dire? Si mangia e si beve bene, si paga il giusto, e soprattutto si conversa con Livio in simpatia. Gentili e premurose anche moglie, figlia e collaboratrice.

«L’osteria “Al Pescatore” è nata nel marzo 2004. Ma è stata pensata da sempre.  E’ la concretizzazione della nostra passione per il lago e la sua cultura, i suoi pesci, le sue brezze, le sue acque spesso tranquille, spesso burrascose… e per i suoi monti che lo racchiudono e lo difendono. C’è voglia di ripartire –  dice Livio che ci accoglie in una scintillante Brenzone – di far vedere al mondo chi siamo e che cosa può offrire la pentola del Garda. Oggi i pescatori sono diminuiti, ma il lago è ancora generoso, offrendo lungo l’arco dell’anno ogni sorta di pesci  per il piacere dei palati più raffinati. Qualcosa di unico, un’esperienza memorabile che non mancherà di affascinare per anni i nostri ospiti. A patto che tutti impariamo da questa lezione ad essere maggiormente collaborativi, solidali l’un l’altro, con una giusta attenzione al rapporto prezzo-servizio. Pena la perdita definitiva di quanto costruito in anni di relazioni».

Servono anche investimenti in infrastrutture che vedono, per ora , il Garda distante dalle linee guida della regione Veneto nonostante sia tra le principali mete turistiche italiane: prima del Covid-19 quotava il doppio della Sardegna, oltre una volta e mezza la Liguria grazie ai suoi 24 milioni di presenze annue, in aumento. Racconta Livio: «Qui, indietro nel tempo, c’era un vecchio scantinato, aperto sul porto, ricovero di vele, di imbarcazioni e di attrezzi dei pescatori, poi la bottega artigiana di Sebastiano, che fondeva il bronzo per fare le campane…e poi nonna Maria che filava la lana, e infine Beppino che preparava ami e fili per pescare il persico, il luccio, le sardine, mettendole poi sotto sale e olio…Oggi, a mantenere queste splendide tradizioni, ci siamo noi… Livio, Rosaria e Sara la nostra figliola».

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