‘Soente’ Falesco Famiglia Cotarella 2019, Viogner in purezza: la degustazione

Alto Lazio, Tuscia . Qui un grande Viogner ha trovato una sua ragione d’essere nelle tenute della famiglia Cotarella, a Falesco. Lo stile di vinificazione  è fine ma intenso e soave, cifra caratterizzante il vitigno, spesso riconoscibile proprio per quei suoi fragranti richiami alla violetta.  Un’uva commovente, il Viogner. Originaria della valle del Rodano, resistente ai venti impetuosi ed alla siccità, una grande uva che fa parte della storia della viticoltura mediterranea. Il vitigno Viognier fu impiantato e diffuso in Francia già duemila anni fa per volere dell’Imperatore romano Marco Aurelio Probo, attecchendo quasi esclusivamente nella parte settentrionale della Valle del Rodano, in territori dominati da un clima continentale e battuti dal Mistral.  Uva dalla produttività bassa e indisciplinata, soggetta a malattie come l’oidio, trova i suoi terreni d’elezione  ripidi e terrazzati di granito eterogeneo ricco di mica e striato di argilla e ghiaia.

Commovente questo Soente (Soente vuol dire sovente, spesso) 2019. Da gustare in ogni occasione. Riccardo Cotarella fa un grande vino dai tannini fini, eleganti e potenti . Vino che ha tutto, senza niente di troppo. Colore solare, armonioso, di luce intensa, glicerine fini ed eleganti, profumi intensi ma non barocchi. Prima annata nel 2010 per questo Soente. Il millesimo 2019  è un vino con caratteristiche uniche, unisce la struttura dei migliori Chardonnay alla freschezza del Sauvignon Blanc e il suo bouquet offre note “aromatiche” e tropicali degne di un Gewurztraminer. Riesce a sprigionare tutta la sua grande sontuosità aromatica solo se portato a maturazione ideale, e considerando che è leggermente tardivo, questo può essere un problema, visto che la freschezza potrebbe lasciare il posto agli zuccheri e quindi all’alcool. Non è affatto facile coltivare “come si deve” il Viognier e trovare un giusto equilibrio tra le parti: se vendemmiato troppo presto, dà origine a vinelli piacevoli, ma flebili, che hanno solo un accenno della sua profondità incredibile. Il naso è un tripudio di fiori con mughetto, fiori di limone, narciso, gardenia, fiori di acacia e lavanda, a cui si affiancano classiche note di pesca, buccia di agrumi per chiudere con anice stellato, salvia e cardamomo. I sentori che vi faranno riconoscere il Viognier sono un profumo tipico, uno e trino, inestricabile, di uva spina, acacia e albicocca. Al palato è caldo, rotondo, con una freschezza media, sapidità moderata e finale persistente che sfocia in ricordi di albicocca

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail