Cantina Valpolicella: vendemmia più costosa, ma in collina darà grandi vini da lungo invecchiamento

Produzione in calo e vendemmia più costosa: ecco, in estrema sintesi, come si profila la vendemmia 2020 in Valpolicella, prossima ad iniziare, meteo permettendo.
Spiega meglio Daniele Accordinidg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar, che conta 230 soci per oltre 700 ha di vigneti in prevalenza nelle colline della Valpolicella classica: “Tra la riduzione di resa produttiva del 20% voluta dal Consorzio e la perdita di circa il 5 per cento occorsa nelle zone pianeggianti con le grandinate, quest’anno la produzione sarà in forte calo e questo dovrebbe, il condizionale è d’obbligo di questi tempi, far salire il valore delle uve. Ma sarà più alto anche il costo della vendemmia, perché dovremo fare diverse raccolte scalari, a cui siamo abituati, ma a cui dovremmo ricorrere ancor più quest’anno per raccogliere le uve in perfetto grado di maturazione, difforme nelle varie zone e per vitigno. La qualità delle uve si presenta buona e, ancora una volta, la parte collinare della Valpolicella rimasta illesa dalla grandine potrà darci in questa vendemmia ottimi vini da lungo invecchiamento“.

L’annata. Sarà, quindi, una raccolta all’insegna della resilienza quella che si prepara ad affrontare la cantina cooperativa negrarese. Aggiunge Accordini: “Lanticipo iniziale è stato riassorbito dalle basse temperature della fase finale di maturazione, per cui siamo in perfetto accordo con il calendario della raccolta in Valpolicella, quest’anno previsto verso il 10 settembre. Dopo un periodo invernale asciutto, la ripresa vegetativa è stata segnata dalle pioggemantenute nel periodo estivo con precipitazioni abbondanti che hanno reso necessaria una selezione molto accurata per mantenere alta la qualità“. La cernita delle uve per l’Amarone è, infatti, quella più difficile e deve essere fatta da persone in grado di svolgere bene il lavoro in tempi economicamente sostenibili, ma quest’anno reperire manodopera esperta è problematico, in quanto mancano i braccianti stagionali dell’Est europeo a causa delle normative legate all’emergenza Covid, a cui i soci stanno sopperendo con il ricorso a familiari e personale locale.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail