La magia della vendemmia coi colori della Barbera, il vino che batte la pandemia

(di Enzo Russo) Le quattro stagioni sono belle , ognuna di esse offre sempre delle sorprese, ma quella che emoziona di più è l’autunno con i suoi colori e profumi intensi che ci sorprendono. In autunno tutto si trasforma per l’intensità dei colori, dal rosso intenso al giallo ocra, un arcobaleno di tonalità calde da ammirare per l’intensità di colori. E’ questo che ci sorprende quando ci avventuriamo nel Monferrato a fine vendemmia. Sembra di vedere un dipinto di Vincent van Gogh.  Tutt’intorno si estendono, dal piano alle colline, vigneti dai mille colori autunnali, dove è tornato il silenzio interrotto solo dal cinguettio degli uccelli che volano, alcuni si fiondano tra le vigne per beccare gli acini caduti sul terreno. I grappoli d’uva sono stati raccolti. Le aziende la stanno lavorando per dare vita al vino più conosciuto nel mondo , la Barbera.

E’ in questa atmosfera che inizia il tour di tre giorni nel Monferrato, organizzato dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, che ci ha permesso di degustare la Barbera ed altri vini nelle varie declinazioni. La Barbera è un vino piacevolissimo, dal colore intenso, netti profumi di frutta rossa, fiori e quel tanto di spezie per renderla intrigante. Ha tannini decisi, mai troppo aggressivi, un corpo snello, ma nervoso con una buona acidità.

Ci sono due pensieri nel modo di produrre la Barbera. Alcune cantine prediligono produrla affinandola in botte grande, con un invecchiamento lento di almeno due anni, teso a domare l’esuberanza del vitigno. Altri vignaioli, invece, hanno optato per un cambiamento rendendo la Barbera meno spigolosa, calda e morbida con uno stile più moderno che ribalta completamente la tradizione: barriques nuove e affinamenti brevi per ottenere vini più elettrizzanti e pirotecnici con muscoli scolpiti dalle spezie, che diventano parte integrante della struttura ed esaltano la naturale vivacità del vitigno. Due filosofie che vanno di pari passo per soddisfare i palati più esigenti ed i nuovi bevitori che si affacciano nel modo nel vino.

«In un anno minacciato dall’emergenza sanitaria globale – spiega Filippo Mobrici, Presidente Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato – i numeri tengono. L’imbottigliato complessivo delle denominazioni del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato (che tutela 13 denominazioni, 4 Docg – Barbera d’Asti, Nizza, Ruchè di Castagnole Monferrato e Terre Alfieri – e 9 Doc – Albugnano, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato e Piemonte), registra alla fine di agosto un + 1,22% rispetto al 2019. Un dato che fotografa un comparto solido e ben piazzato sul mercato, che ha retto all’urto di questi mesi e che mantiene uno sguardo puntato al futuro. Ad esempio, il pubblico femminile ha un interesse sempre maggiore verso la Barbera d’Asti. La regina  dei vini piemontesi sta conquistando il favore delle donne grazie all’insieme di profumi e armonie di grande carattere e grande bellezza che sa esprimere”.

«Con 13 denominazioni tutelate, oltre 65 milioni di bottiglie e più di 11 mila ettari vitati, il Consorzio rappresenta interamente un territorio variegato come il Monferrato che, in particolare negli ultimi anni, sta diventando un traino decisivo del comprensorio Unesco – aggiunge Mobrici – anche in questo anno segnato dalla crisi sanitaria globale, il nostro comparto di riferimento ha dimostrato di reggere nei numeri e nell’immagine, segno di un consolidamento sempre più forte in Italia e nel mondo. Siamo stati tra i primi a investire sui vitigni autoctoni, penso per esempio alla nostra adesione progetto “Indigena” mirato appunto a questo tipo di valorizzazione, idea che abbiamo condiviso in netto anticipo sui tempi. Il Monferrato è un territorio di bellezza e opportunità, dove giovani imprenditori e grandi aziende hanno cominciato a investire risorse sempre più importanti che dal vino portano a importanti ricadute economiche nei settori immobiliari, enoturistici e della ristorazione».

Nella tre giorni abbiamo avuto modo di degustare e apprezzare molti vini bianchi e spumanti, oltre alla Barbera d’Asti e del Monferrato, visitando alcune aziende e conoscere vignaioli/imprenditori sempre  impegnati nella ricerca della qualità, la cura dei vigneti che nascono in una terra generosa, dalle cui cantine escono escono etichette importanti che vanno in giro per il mondo.  Eccole:

Azienda Agricola il Botolo – Strada Colombaro 11 – Nizza Monferrato (At) www.ilbotolo.com

Azienda Pico Maccario – Via Cordara 87 – Mombaruzzo (At) – www.picomaccario.com

Cantina Alice Bel Colle – Regione Stazione 9 – Alice Bel colle – www.cantinaalicebc.it

Viticoltori Associati Vinchio – Vaglio Serra – Reg. San Pancrazio 1 – Vinchio (At) www.vinchio.com

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