Terre di Tora e l’Aglianico della Campania 2017. La degustazione

(di Carlo Rossi) Aglianico infinito. Clima, morfologia della superficie e suolo sono i tre fattori naturali che maggiormente caratterizzano un ambiente viticolo. L’ambiente di in cui si sviluppa il progetto di Terre di Tora è quello  del piccolo, ma affascinante, comune di Tora e Piccilli, in provincia di Caserta, Campania. Un cru più che una Doc. Per qualità e concentrazione. Una cittadina di meno di mille abitanti immersa nel silenzio del complesso vulcanico di Roccamonfina. Un paese ricco di storia ed orgoglioso delle proprie tradizioni. Un importante vulcano spentosi venti secoli fa ha plasmato il terroir. Qui sono anche state rinvenute tracce di un ancestrale presenza attribuite a esemplari medio-pleistocenici del genere Homo.

Terre di Tora prende vita nel 2014: Antonia, figlia di Clarissa Falco e Alberto d’Amore, rileva il testimone della cantina e decide di legarsi a questo luogo, proseguendo la tradizione familiare, riqualificando le tre culture principali dell’impresa che sono il secolare castagneto, il noccioleto ed un vecchio vigneto. In particolare, 10 ettari di castagneto sono stati recuperati e valorizzati con specifici interventi. I 13 ettari di noccioleto, invece, sono stati in parte ripiantati migliorandone la produttività.

Per il vecchio vigneto, Antonia d’Amore decide di voler realizzare il sogno del padre Alberto, chiamando in supporto Riccardo Cotarella: gli interventi hanno dato vita a due tipologie di vino aglianico dalle caratteristiche uniche: il Rebalto e l’Adalaris. Entrambi riportano nel bicchiere la forza della natura vulcanica del suolo. Il Rebalto gioca su una maggiore concentrazione che parte già dal vigneto e da un maggiore affinamento in barrique, sino a 18 mesi. Adalaris registra invece una resa più alta in vigneto (da 60 a 70 quintali/ettaro) ed un minor tempo di affinamento in legno (soltanto dodici mesi in barrique di primo passaggio). Entrambi svolgono la malolattica in legno.  Classe ed eleganza da vendere per questi due vini d’equilibrio rispettosi del terroir, ma con la volontà d’innovare un vino che sta attraversando un momento fortunato. Questi Aglianico Terre di Tora scendono nell’ampio bicchiere facendo stretti archetti, per dar loro il giusto tempo d’ossigenazione. Note di degustazione che spaziano dal secco al caldo, dalla texture finissima grazie ai tannini eleganti, a nuances di castagno e nocciolo, di minerale di magnesio e ferro. Vini che puliscono, che arrivano diritti al cuore, e rimangono a lungo nella mente.

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