Valpolicella Superiore doc 2016, elogio della lentezza, “i Tamasotti” a Mezzane di Sotto, Verona: la degustazione

(di Carlo Rossi) La storia che vi raccontiamo dalla Valpolicella è quella di due altri giovanissimi imprenditori agricoli, Giacomo Brusco e Sabina Zantedeschi. Uniti nella vita e nella ricerca della qualità nel vino, Giacomo ha 31 anni e Sabina 28. Siamo nella  zona  DOC Valpolicella  a  Mezzane di Sotto, nordest rispetto a Verona. Se volete, un riferimento per una alternativa gita fuoriporta autunnale con possibilità di pernottare nel bellissimo B&B aziendale con annesso ristorante. Il tutto per assaporare nel territorio il meglio di una squisita tradizione di cucina abbinata ad ottimi vini ed olio.  Questo autunno ancora tiepido in questa fase appare un tempo perfetto per il Valpolicella Superiore Doc, che presentiamo nella interpretazione de “I Tamasotti”, giovane ed interessante realtà proprio nata dall’ incontro d’amore di questi due ragazzi Giacomo e Sabina, lui agrotecnico lei enologa con la passione per un territorio fatato.

“Il nome Tamasotti viene dalla località dove c’è la nostra casa. Facendo qualche ricerca, vuol dire nel bosco/casa di caccia” racconta Giacomo “La casa esisteva già dal 1953 , ma i proprietari dell’epoca erano di Milano e non seguivano la campagna. Poi noi abbiamo acquistato e restaurato.  Sabina ed io ci siamo sposati a giugno del 2018, legando la nostra esistenza alla magica atmosfera di questo sogno diventato realtà e che ci sta dando molte soddisfazioni.

Cui ci troviamo a circa 300 mt di altitudine, su suoli di medio impasto calcareo. “Qui il suolo non è vulcanico, ha una importante venatura calcarea che ci consente di estrarre freschezza e sapidità, in equilibrio con la parte aromatica, molto accentuata. I nostri terreni sono vocati per la coltivazione della vigna, ancorché Mezzane sia anche famosa per uno straordinario olio Evo, poiché sono poveri nella parte superficiale e le radici si sviluppano in maniera fittonante, trovando in profondità calcare ed argilla rossa . Elementi che conferiscono al vino la classica nota balsamica della Val di Mezzane. I miei genitori si chiamano Alessandro Brusco e Luisa Bernabè, che opera in cucina. L’azienda è partita con camere e ristorante essendo i miei da sempre nel settore. Poi io ho iniziato a vinificare le nostre uve che ora sono certificate biologiche e mi occupo del vigneto ” spiega Sabina.

Non è semplice la vendemmia   manuale in una campagna ci si inerpica in una pendenza dai 20 al 30 per cento, tra stretti terrazzamenti, con vigneti di età media tra 20-25 anni. Non vengono fatte concimazioni e si usa il metodo del sovescio. Maniacale è l’attenzione di Giacomo alla sanità dei preziosi grappoli di Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Oseleta, attesi pazientemente ad una ottimale maturazione, e vendemmiate a fine settembre, “quando l’uva è secondo noi pronta dimostrando di aver  raggiunto la completa maturazione polifenolica” dice Giacomo . La forma di allevamento è a spalliera, con potatura a Guyot.  Successivamente le uve sono raccolte in apposite cassette e poste in appassimento per circa 30 giorni . Segue poi la pigiatura e una lunga fermentazione sulle bucce per estrarre un corpo ricco, fragrante ed elegante. Dopo una soffice pressatura, prosegue l’attenzione di Sabina, l’enologo, con rimontaggi e follature quotidiane, con affinamento in barrique di rovere francese da 225 lt, dove svolge la malolattica. Passati dodici mesi viene assemblato e lasciato affinare in bottiglia per altri sei mesi.  L’appassimento è svolto al naturale, sotto il portico, senza controllo meccanico di umidità e temperatura. Questo processo, basato esclusivamente sulle temperature stagionali, varia di anno in anno, sviluppando nell’uva marcate note sensoriali caratteristiche dell’annata” evidenzia Sabina.

Dalla grande passione di Giacomo e Sabina escono da I  Tamasotti 15.000 bottiglie totali, 8mila di queste di Valpolicella Superiore, il resto di Amarone della Valpolicella Docg. Il colore un rosso intenso, quasi cupo, come di confettura di ciliegia. Profondo ed avvolgente, con alti e stretti archetti sul bicchiere, creati dalla concentrazione glicerica  in virtu’ del suo grado alcolico sostenuto. Suadente la struttura e consistenza al palato. Profumi intensi di frutta di bosco, more e ribes, marmellata di gelso, morbide nuances di ciliegia con finale balsamico. Tannini che non aggrediscono. Un sorso di eleganza e equilibrata sapidità che rende fresca la beva ed invitante l’approccio. Un bellissimo Valpolicella Superiore Doc, risultato di tante coccole ed attenzioni.   Il suo colore rosso rubino intenso è  determinato dal complesso delle sostanze polifenoliche (antociani, flavoni, catechine, leucoantociani ecc.) presenti soprattutto sulle bucce e di cui è ricchissimo. Come noto, per ottenere vini colorati è necessario il contatto del mosto con le bucce. Oltre che dalle caratteristiche del vitigno dipende da temperatura e durata della fermentazione, quantità di SO2 e numero dei rimontaggi. Pensate che da una vinificazione in rosso si riescono ad ottenere  200-500 mg/l di sostanze coloranti. 15 i gradi alcol di un vino che non scalcia mai in bocca, piuttosto opulento. Un grande Valpolicella, complimenti.

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