Rebollini, l’ottimismo dell’Oltrepò

(di Enzo Russo) Borgoratto Mormorolo (Burgràt in dialetto oltrepadano) è un piccolo comune della provincia di Pavia, si trova tra le colline dell’Oltrepò  Pavese dove ha sede la l’Azienda Agricola Rebollini, una importante realtà vitivinicola dalla cui cantina escono oltre 100.000 bottiglie tra vini bianchi, rossi e superbe bollicine. E’ qui che ci aspetta Gabriele Rebollini con l’enologo Giulio Zanmarchi nell’ampia sala di degustazione, con al centro un bel tavolo in noce dove troneggia la sua produzione. Siamo alla metà di dicembre, la vendemmia è terminata da un pezzo . Gli chiediamo subito come è andata.

E’ stata soddisfacente, non abbondante come si preannunciava tra maggio e giugno, purtroppo per alcuni problemi alle viti ne hanno ridotto la resa ad ettaro. Comunque è stata una vendemmia di altissima qualità per i vigneti destinati alle basi spumanti, il vitigno Chardonnay, in quanto l’andamento stagionale non è stato caldo soprattutto con piovosità costante nei mesi estivi, ha permesso ai vigneti di non andare in stress idrico per cui abbiamo iniziato il 14 agosto per fare una vendemmia di base spumante eccellente.

Per quanto riguarda le altre varietà , quelle più delicate come il Riesling che ha avuto qualche attacco di marciume, in quanto noi non facciamo trattamenti per il rispetto dell’ambiente, abbiamo anticipato di qualche giorno la vendemmia. Per le uve rosse abbiamo iniziato dopo il 15 settembre e   terminato il 6 ottobre. Unico neo è “Re.Noir”, un Pinot nero in purezza che quest’anno non è stato vendemmiato perché le uve non erano all’altezza della qualità che noi ci aspettavamo. Invece il Pinot nero giovane, giovane e profumato ha dato ottimi risultati e uscirà per la prima volta in primavera”.

Nel complesso si ritiene soddisfatto?

Si in quanto lo scorso anno è stata un annata scarsissima, invece quest’anno le previsioni che erano per una produzione abbondante si sono ridimensionate in un annata media, ma di qualità ottima per i vini bianchi e buona per i rossi, ma aspettiamo ancora due mesi per dare un giudizio definitivo”.

Quest’anno Coid 19 ha creato notevoli danni economici in tutti i comparti come quello del vino, lei ne ha risentivo?

Non pesantemente, ma purtroppo un calo nelle vendite c’è stato soprattutto nei prodotti di fascia alta. Nel complesso non ci possiamo lamentare, sono ferite rimarginabili”.

Quando la vendemmia finisce, dopo cosa succede?

Rebollini fa parlare l’esperto, il suo enologo Giulio Zanmarchi. “E’ in cantina che inizia la seconda fase, un delicato e vero lavoro per ottenere il miglior affinamento dei vini. Per quanto riguarda i bianchi, in questo  momento siamo alla fine di ottobre, si lavora molto sui lieviti muovendo il fondo delle vasche per dare più corpo, più profumo e complessità al vino. Invece per i vini rossi, dopo la separazione dalla vinaccia , vengono fatti i primi travasi e la fermentazione malolattica. E’ un lavoro molto articolato e complesso perché sbagliare in queste fasi vuol dire compromettere la qualità del prodotto nel suo insieme e il risultato finale. Poi passiamo alla terza fase. Durante l’inverno si fanno i vari assemblaggi per ottenere tagli e poi la pulizia dei vini con travasi e filtrazioni”.

Quanto tempo passa per l’imbottigliamento ? “Per i vini bianchi iniziamo a primavera primavera per passare poi ai rossi secondo le tipologie”.

Zanmarchi ci fa degustare un buonissimo Riesling, fresco e ricco di profumi. “E’ un Riesling superiore Renano che si differenzia da quello Italico per una qualità superiore per gradazione alcolica  e gusto aromatico. Lo abbiamo imbottigliato a maggio di quest’anno, vendemmia 2019. Ha sei mesi di affinamento in bottiglia e inizia ora ad esprimere il suo carattere, ma ci vorrà un anno perché possa esprimere tutte le sue qualità organolettiche”. Altro vino interessante, sono le bollicine  Cuvée Brut: “E’ uno spumante metodo classico annata 2015” ci dice Zanmarchi, “viene fatto con il 70% di Pinot nero e 30% di Chardonnay, ha un po’ più di residuo zuccherino e al palato risulta morbido. Sono le uniche bollicine che vengono fatte con l’aggiunta dello Chardonnay, le altre tipologie di spumante vengono fatte soltanto con il Pinot nero”.

(Nella foto da sinistra Rebollini e l’enologo Zanmarchi a fianco della Renault Captur 1500, il suv che ci ha accompagnato in sicurezza da Milano all’azienda vinicola).

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