Champagne Parmantier Rigaut Cuvée Millesime 2013 premier Cru, la degustazione.

Dalla Montagna di Reims arriva questo stupendo vino Champagne. Champagne Parmantier Rigaut è una famiglia che lavora vigneti familiari a Chamery ed Ecueil, villaggi classificati premier cru. Una scoperta di MB Bollicine di Francia he ha deciso di importare questa piccola azienda familiare. La coltivazione della vite è presente in questa famiglia da diverse generazioni ma è pero’ nel 1972 che nasce lo Champagne Parmantier Rigaut, mentre la maison comincia con lo status di Récoltant-coopérateur.

Questa Cuvée Millesime 2013 Brut è il risultato dell’assemblaggio al 70 per cento di Pinot Nero, 30 per cento Chardonnay delle uve della vendemmia risultata ottima del 2013, nonostante le avvisaglie grandinigene d’agosto. Invecchia per 60 mesi sur lie. Il Base viene poi elevato per la vinificazione, dapprima in botti di rovere, quindi sui lieviti sino alla messa in bottiglia, senza svolgere malolattica. Dosaggio 8,8 grammi . Un vino che sorprende per il suo attacco vibrante e nervoso che lascia spazio ad una beva fluente e sapida. Un bel colore giallo dorato, brillante , una mousse finissima, che nella flute si alza come fa la nebbia in autunno, lasciando emergere il sole nel bicchiere. Catenelle generose di fini bollicine in quantità. In bocca spazia dal floreale al mediterraneo con note ovvie di pane tostato ma anche di frutta esotica. Persistente e lungo. Una bella scoperta di MB Bollicine di Francia di uno Champagne che proviene da una famiglia molto “discreta”, che produce appena 20.000 bottiglie nelle diverse cuvée.

La storia della Maison racconta di  una tappa importante nello sviluppo della Maison avviene nel 1995, con la costruzione della pressa tradizionale e della cantina, permettendo così di controllare i processi di vinificazione e di assemblaggio dalla vigna all’uva, dalla vinificazione all’imbottigliamento, dalla sboccatura alla commercializzazione.  

Le vigne vecchie di circa 60 anni crescono e si sviluppano su terreni composti da argilla e sabbia in superficie e gesso in profondità.  Il Pinot Meunier rappresenta la parte più importante del domaine di 6 ettari (50%) mentre il Pinot Noir e lo Chardonnay sono coltivati in parti uguali sulla superficie rimanente (25% ciascuno). Una bella bollicina dall’accattivante rapporto prezzo qualità a testimonianza del fatto che è possibile bere benissimo senza obbligatoriamente accendere un mutuo in banca.

A Chamery è sicuramente impossibile annoiarsi. Piccolo comune di a 15 chilometri da Reims, è un village viticole champenois di circa 400 anime, che vanta ben 200 ettari a vigne e 130 a bosco. Il sito di Chamery fu occupato dall’uomo dall’età del bronzo, intorno al 1700 aC, come testimoniano numerosi oggetti del periodo, conservati oggi nei musei di Reims.  Durante l’occupazione romana, un legionario gallo-romano Cameriacus, ricevette un terreno in questo sito e diede il nome al villaggio: Cameriacum. Furono i gallo-romani che vi introdussero la vite in questo momento.  Nel tempo, le denominazioni si sono succedute intorno a questa base: Camerai (nel XI secolo), Chemery (nel XIII secolo), Chameri (nel XIV secolo), Chanmery (nel XV secolo) per finire con Chamery, dal XVII secolo. Il vino di Chamery è rinomato da secoli. Di origine romana, le vigne esistono lì dal IV secolo. Nel IX secolo, il vescovo di Laon scrisse a Hincman, vescovo di Reims: “Devi usare un vino che non sia né troppo forte né troppo debole; devi favorire quello raccolto sui pendii di Chamery”. Una delle prime forme di cooperativa (che non ne portava il nome) fu creata nel 1901, e durò fino al febbraio 1939.

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